L’analisi di Credipass su mutui e tassi per il 2026

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Per chi sta progettando l’acquisto della casa con un prestito, il 2026 si aprirà con un graduale rialzo dei tassi. È quanto prevedono gli esperti che però segnalano anche una novità normativa che potrebbe dare slancio alle compravendite e quindi al mercato dei finanziamenti. Si tratta della nuova normativa sulle donazioni che porterà molte semplificazioni, sia per le famiglie, sia per le banche.

Intanto sul fronte monetario, la Banca centrale europea sta mantenendo i tassi stabili (2% sui depositi) mentre secondo gli operatori gli attesi tagli potrebbero non arrivare. «L’Euribor a 1 mese viaggia poco sopra l’1,9% mentre sulle scadenze a 3 e a 6 mesi supera il 2% (2,05% – 2,14%), segnalando un trend di lenta risalita verso livelli considerati “naturali” intorno al 2–2,5% – spiega Roberto Anedda, responsabile analisi mercati Credipass -. Di conseguenza, già nella prima metà del 2026 sono attesi ritocchi verso l’alto dei mutui, con un impatto non banale: un aumento di soli 25 punti base sui tassi significa tra 3.600 e quasi 6.000 euro di interessi in più lungo la vita di un mutuo medio da 130 mila euro con durata a 20–30 anni».​

Chi ha un variabile paga oggi qualcosina in meno. Le migliori offerte si collocano poco sopra il 2–2,30%, contro un fisso intorno al 2,75%. È  una soluzione vantaggiosa ma chi sceglie questa strada deve mettere in conto che le rate molto probabilmente torneranno a salire, con il differenziale tra fisso e variabile destinato a ridursi fino a circa un quarto di punto» dice l’esperto che sottolinea: «Al momento non sono previste “fiammate” dei tassi. L’idea piuttosto è che si potrà registrare un assestamento su valori un po’ più alti: aspettarsi che i mutui del 2026 costeranno qualcosa in più è quindi realistico».​

In questo quadro, una spinta positiva potrebbe arrivare dalla riforma delle successioni. L’articolo 44 della legge 182/2025 elimina l’azione di restituzione degli eredi legittimari contro i terzi acquirenti, spostando il contenzioso all’interno della famiglia e mettendo al riparo l’immobile acquistato da chi compra in buona fede. «Per le banche questo significa che anche le case provenienti da successione o donazione diventano garanzie ipotecarie molto più “bancabili”, aumentando la serenità nel concedere mutui e semplificando l’istruttoria» spiega Anedda.​

Per l’esperto, «considerando che nei prossimi vent’anni sono attesi passaggi generazionali per circa 1.400 miliardi di euro di patrimonio immobiliare tra successioni e donazioni, la nuova norma può ravvivare il mercato, favorendo sia le riorganizzazioni familiari sia nuove compravendite
finanziate da mutuo».

In pratica, il 2026 si prospetta un anno di tassi in lenta crescita, con un impatto reale sui mutui a medio-lungo termine. Chi opta per un tasso variabile può approfittare delle condizioni attuali, ma dovrà fare i conti con future risalite. Il fisso resta una scelta più sicura, seppur leggermente più costosa. La riforma sulle successioni rappresenta invece una leva positiva per il mercato immobiliare, facilitando l’accesso al credito e le compravendite. Nel complesso, un contesto in evoluzione che richiede pianificazione e attenzione alle nuove opportunità normative e di mercato.

Qui link all’intervista pubblicata su TuttoSoldi

A cura di Roberto Anedda
Responsabile Analisi Mercati e Public Relations Credipass


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