Roberto Anedda intervista Terry Morabito, Presidente di Credipass e a capo del Dipartimento Crediti AIA.
Al Leadership Forum Awards https://www.leadershipforum.it/programma_2025/, che si terrà a Milano il 10 dicembre, Terry Morabito, Presidente di Credipass e a capo del Dipartimento Credito dell’AIA – Associazione Interprofessionale Agenti, sarà tra i relatori sul tema del recepimento della nuova Direttiva europea sul credito ai consumatori, accanto a esponenti di primo piano del settore e a Federico Luchetti, Direttore Generale dell’OAM.
In vista dell’intervento, l’Avv. Morabito anticipa con Roberto Anedda, responsabile Analisi dei Mercati e PR di Credipass, la posizione ufficiale di Credipass sui temi del Forum e fornisce una visione critica e costruttiva sulle attuali dinamiche del mercato del credito.
Roberto Anedda: Presidente Morabito, partiamo dal tema della segnalazione remunerata, tra l’altro oggetto delle recenti osservazioni proposte dalla deputata On. Mariangela Matera in Commissione Finanze della Camera nell’ambito dell’esame del decreto legislativo per il recepimento della direttiva (UE) 2023/2225, relativa ai contratti di credito ai consumatori. Qual è la posizione di Credipass rispetto all’ipotesi che anche soggetti non iscritti all’OAM possano segnalare clienti in cambio di una provvigione?
Terry Morabito: È una proposta pericolosa, che rischia di legalizzare una forma di intermediazione mascherata. Senza obblighi formativi, senza controlli, senza vigilanza: chi segnala potrebbe condizionare scelte finanziarie importanti senza avere alcuna competenza o responsabilità. È comprensibile la volontà di far emergere fenomeni già esistenti, ma la soluzione non può essere la deregolamentazione. Così si apre la porta a un mercato parallelo che opera fuori da ogni standard e con potenziale danno economico per famiglie e imprese, gli utenti finali di questi servizi.
Anedda: Un altro tema delicato è il plurimandato per gli agenti in attività finanziaria. Alcuni lo vedono come uno strumento di concorrenza, e in novembre il presidente dell’AGCM Roberto Rustichelli in un bollettino settimanale dell’Autorità ha auspicato una modifica del decreto legislativo per il recepimento della direttiva (UE) 2023/2225, volta a eliminare l’attuale l’obbligo per l’agente in attività finanziaria di sviluppare rapporti commerciali in esclusiva. Credipass è piuttosto critica. Perché?
Morabito: La nostra critica riguarda la coerenza normativa. Se da un lato le società di mediazione come Credipass rispettano obblighi molto stringenti in termini patrimoniali, antiriciclaggio, controlli interni, ispezioni e trasparenza, dall’altro si consentirebbe agli agenti anche in forma di ditta individuale o società non strutturate di detenere decine di mandati senza gli stessi oneri, capacità organizzativa, strutture di presidio ed investimenti. Questo crea uno squilibrio competitivo evidente. Avere molti mandati non significa fare vera consulenza: senza un obbligo di imparzialità e comparazione, il rischio è che l’interesse commerciale prevalga su quello del cliente. La 141 ha datto una robusta prova di tenuta su questo, separando le due professioni e dando dignità ad entrambe. Lo stesso Rustichelli, peraltro, nel citato bollettino rimarca che anche a livello di Unione Europea l’obiettivo è che “…il sistema garantisca trasparenza effettiva, verificabilità ex ante ed ex post e accountability informativa”. Qualunque modifica sul plurimandato non può prescindere da una omogeneità di regole ed oneri.
Anedda: In questo scenario, dove pensa che l’AGCM dovrebbe concentrare la sua attenzione per tutelare davvero la concorrenza?
Morabito: Ci sono due zone grigie che meritano un approfondimento urgente. La prima è l’autointermediazione: molte banche operano attraverso società formalmente iscritte come agenti, ma che sono totalmente controllate dal gruppo bancario. Il cliente pensa di avere davanti un agente, ma è in realtà di fronte alla banca stessa. Ciò crea anche una concorrenza non proprio leale tra una banca che indossa i panni dell’agente di sé stessa ed un vero agente. La verifica e tutela di ciò è proprio nel ruolo dell’Agcom.
La seconda è la prassi di alcuni gruppi immobiliari che condizionano l’accettazione delle proposte d’acquisto all’obbligo di stipulare il mutuo con una società del gruppo. Se un gruppo immobiliare intermedia immobili i cui mutui vengono tutti o in larga parte intermediati dalla stessa società di mediazione collegata al gruppo societario, ci si deve chiedere se è efficienza o condizionamento commerciale.
Anedda: E in tutto questo, dove si posiziona Credipass?
Morabito: Con orgoglio possiamo dire di essere un operatore realmente indipendente. Non apparteniamo ad alcun gruppo immobiliare operante in Italia e non imponiamo condizioni. I nostri accordi con le agenzie si fondano sulla fiducia e sulla qualità del servizio: se un cliente sceglie Credipass, lo fa liberamente, perché si fida del nostro metodo e della nostra consulenza. Operiamo in modo trasparente, compariamo offerte, ascoltiamo il cliente, lo assistiamo nella scelta libera e consapevole di mutui, prestiti e cessioni del quinto. E questo è il nostro vero vantaggio competitivo.
Anedda: In conclusione, quale è il messaggio che Credipass vuole lanciare al legislatore e all’AGCM?
Morabito: Che in un contesto di scelte finanziarie ad alto impatto per famiglie e imprese serve una vigilanza effettiva e regole uguali per tutti. La concorrenza non si difende abbassando l’asticella, ma alzando la qualità. Segnalatori non vigilati e agenti iper-plurimandatari senza obblighi rischiano di penalizzare proprio gli operatori più seri e, in ultimo, i clienti. Non si può continuare con un mercato a due velocità che crea squilibri e confusione per operatori e utenti: occorre scegliere se e come liberalizzare, sempre con adeguata regolamentazione. Credipass e AIA sono sempre aperte e interessate ad un confronto costruttivo con istituzioni e operatori su questi temi.

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Credipass è da vent’anni il punto di riferimento in Italia nel settore della mediazione creditizia, con una rete di 350 uffici e più di 800 consulenti sul territorio nazionale. Offre servizi avanzati di consulenza per famiglie e imprese in ambito mutui, prestiti, cessioni del quinto, soluzioni corporate e prodotti dedicati ai professionisti. È la più storica tra le società iscritte all’OAM (n. M12) e possiede il Rating di Legalità. Dal 2022 fa parte di DH Group, gruppo internazionale attivo nei servizi finanziari e immobiliari.