Che differenza c’è tra cessione del quinto e delega di pagamento?

Domande frequenti

La cessione del quinto e la delega di pagamento sono due forme di finanziamento che presentano molte caratteristiche comuni, ma non sono la stessa cosa. Entrambe prevedono il rimborso della rata direttamente in busta paga, ma seguono regole differenti e non offrono le stesse garanzie.
Conoscere le differenze è importante soprattutto quando si desidera ottenere un importo maggiore oppure si sta valutando la possibilità di affiancare un secondo finanziamento alla cessione del quinto.

Cos’è la delega di pagamento?

La delega di pagamento, chiamata anche prestito con delega o doppio quinto, è un finanziamento riservato ai lavoratori dipendenti che viene rimborsato, come la cessione del quinto, attraverso una trattenuta diretta sullo stipendio.
A differenza della cessione del quinto, però, la delega di pagamento non è disciplinata dalla stessa normativa e richiede il consenso del datore di lavoro, che deve accettare di effettuare una seconda trattenuta in busta paga.
La cessione del quinto è disciplinata dal D.P.R. 5 gennaio 1950, n. 180, che ne definisce requisiti, limiti e modalità di rimborso. La delega di pagamento trova invece il proprio fondamento negli articoli 1269 e seguenti del Codice Civile (delegazione di pagamento) e, per gli aspetti relativi alle trattenute sullo stipendio dei dipendenti pubblici, nel Titolo IV (artt. 58-66) del D.P.R. n. 180/1950. Per i lavoratori del settore privato, la possibilità di concedere un prestito con delega deriva invece da accordi contrattuali tra datore di lavoro, finanziatore e dipendente.

A differenza della cessione del quinto, quindi, la delega di pagamento non costituisce un diritto del lavoratore, ma richiede l’accettazione del datore di lavoro, che deve autorizzare la seconda trattenuta in busta paga. Questo è il principale motivo per cui la delega di pagamento non è sempre ottenibile, anche quando il lavoratore possiede tutti i requisiti economici richiesti.

Quali sono le principali differenze?
Le differenze più importanti riguardano le modalità di concessione e le garanzie previste.
Con la cessione del quinto:

  • la rata non può superare il 20% dello stipendio netto
  • il datore di lavoro non può rifiutare la trattenuta se sono rispettati i requisiti previsti dalla legge
  • può essere richiesta sia dai lavoratori dipendenti sia da molti pensionati.

Con la delega di pagamento:

  • viene aggiunta una seconda trattenuta sullo stipendio
  • il datore di lavoro deve accettare espressamente la delega
  • è normalmente riservata ai lavoratori dipendenti e non è prevista per i pensionati
  • la concessione dipende anche dalle politiche della banca o della finanziaria.

Si possono avere contemporaneamente cessione del quinto e delega di pagamento?
La delega di pagamento è un contratto autonomo. Non nasce quindi come “integrazione” obbligatoria della cessione del quinto e può teoricamente essere richiesto anche senza avere una cessione già in corso, anche se si tratta di un caso meno comune proprio perché nella pratica viene utilizzata molto spesso per aumentare la liquidità ottenibile dopo aver già impegnato il quinto dello stipendio.
Può pertanto essere richiesto sia come finanziamento autonomo sia insieme a una cessione del quinto, purché ricorrano tutti i requisiti previsti e il datore di lavoro accetti la delega. In questo caso il lavoratore rimborsa due finanziamenti distinti tramite due trattenute separate in busta paga:

  • una relativa alla cessione del quinto
  • una relativa alla delega di pagamento.

Per questo motivo il prestito delega viene spesso chiamata anche doppio quinto, anche se si tratta di due contratti indipendenti.
Prima di concedere entrambe le operazioni, la banca valuta la sostenibilità complessiva dell’impegno economico. Oltre ai limiti previsti per ciascun finanziamento, viene infatti considerato anche il rapporto tra il totale delle rate e il reddito disponibile.

A quanto può arrivare la trattenuta complessiva con il prestito delega?
La cessione del quinto consente una trattenuta massima pari al 20% dello stipendio netto.
Con la delega di pagamento è possibile aggiungere una seconda rata di importo analogo e arrivare, in molti casi, a una trattenuta complessiva fino a circa il 40% dello stipendio netto.
Questo non significa però che sia sempre possibile raggiungere tale valore. La banca valuta infatti anche la presenza di eventuali mutui, prestiti personali o altri finanziamenti già in corso.
Puoi anche verificare come viene valutata la cessione del quinto in presenza di altri finanziamenti attivi.

Conviene scegliere la cessione del quinto dello stipendio o la delega di pagamento?
Nella maggior parte dei casi la cessione del quinto rappresenta la prima scelta di finanziamento, mentre la delega di pagamento può rappresentare una soluzione interessante quando il solo quinto dello stipendio non consente di ottenere la liquidità necessaria.
Affiancando la delega alla cessione del quinto è infatti possibile aumentare l’importo finanziabile, mantenendo il vantaggio della trattenuta diretta in busta paga.
Va inoltre tenuto presente che la cessione del quinto è accessibile ad una categoria più vasta di lavoratori e ai pensionati, e che, se sono rispettati i requisiti di legge, non può essere rifiutata dal datore di lavoro.

Naturalmente la concessione dipende dalla valutazione della banca, dalla disponibilità del datore di lavoro e dalla situazione economica complessiva del richiedente. La soluzione più adatta dipende dall’importo richiesto, dal reddito disponibile, dagli altri finanziamenti eventualmente presenti e dalle caratteristiche del rapporto di lavoro.
Il supporto di una guida esperta e affidabile può aiutare a valutare la situazione complessiva e verificare se sia sufficiente la sola cessione del quinto oppure se sia possibile affiancare anche una delega di pagamento.

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Contenuto informativo a cura della Redazione Credipass


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