Questi tre termini si riferiscono a livelli diversi di difficoltà nei pagamenti di un debito e sono utilizzati in modo specifico nelle classificazioni delle banche dati che rilevano il rischio di credito.
Morosità
La morosità indica una mancata puntualità nei pagamenti rispetto alle scadenze previste dal piano di rimborso di un finanziamento.
Nei Sistemi di Informazioni Creditizie (SIC) privati, si ha una segnalazione negativa significativa dopo almeno 2 rate consecutive non pagate o ritardi superiori a 60 giorni.
La Centrale dei Rischi gestita dalla Banca d’Italia registra i dati sui debiti e può evidenziare posizioni scadute da oltre 90 giorni, che riflettono ritardi prolungati rispetto alla scadenza prevista.
La morosità è il primo livello di difficoltà nei pagamenti e non implica necessariamente che il debitore sia insolvente o incapace di saldare definitivamente il debito: indica principalmente un problema di puntualità o di temporanea difficoltà.
Insolvenza
L’insolvenza è una condizione più grave rispetto alla semplice morosità: significa che, sulla base di un quadro complessivo, il debitore è effettivamente incapace di adempiere ai propri debiti per vari motivi:
- incapacità di far fronte alle obbligazioni finanziarie
- persistente mancanza di liquidità
- passività che superano gli attivi in modo strutturale
- impossibilità di saldare i debiti in tempi utili.
Rappresenta quindi uno status di difficoltà più profonda e strutturale rispetto alla morosità nel soddisfare le obbligazioni.
Sofferenza
La sofferenza è una classificazione tecnica utilizzata da banche e intermediari per identificare e monitorare le esposizioni deteriorate (insolvenza o grave difficoltà economica) e viene segnalata alla Centrale Rischi come indicatore di serio rischio creditizio.
Una persona può quindi essere morosa (tre rate non pagate), ma non insolvente (ha reddito e può rientrare). Oppure, avere anche una sola rata scaduta ma trovarsi in stato di insolvenza (es. perdita definitiva del reddito, pignoramenti multipli).
La sofferenza scatta quando la banca valuta che l’insolvenza sia grave e non temporanea. La segnalazione può essere inviata alla Centrale Rischi anche senza un provvedimento giudiziario, sulla base della valutazione interna dell’istituto sulla situazione economica complessiva del cliente e con preavviso scritto.
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