Alla base, la gestione del rischio tramite assicurazione è il processo di trasferimento dell’incertezza finanziaria a una terza parte. Il panorama del rischio si è evoluto: mentre minacce tradizionali come incendi e furti restano presenti, rischi emergenti come eventi climatici estremi, sicurezza informatica e instabilità economica globale possono esporre maggiormente le famiglie ad impreviste e acute situazioni di difficoltà finanziaria, rendendo opportuna la valutazione su coperture più complesse.
Come valutare i rischi da assicurare
Per determinare quali rischi assicurativi vale la pena assicurare, è necessario valutare il potenziale impatto finanziario di una perdita rispetto alla propria capacità di sostenerne il costo direttamente. I professionisti del risk management suggeriscono di utilizzare il “Principio della Grande Perdita”: l’assicurazione è più utile per eventi a bassa probabilità ma ad alto impatto che sarebbero finanziariamente catastrofici, come la perdita totale di una casa, una disabilità permanente o una forte riduzione della capacità o redditività lavorativa. Al contrario, rischi ad alta probabilità ma a basso impatto — come piccole riparazioni di elettrodomestici o danni minori ad un veicolo — sono spesso gestiti meglio tramite autoassicurazione (risparmio). Classificando le decisioni di copertura tra “essenziali” e “opzionali”, è possibile ottimizzare la spesa per i premi e assicurarsi che le polizze più importanti forniscano una solida rete di protezione senza sprecare capitale in coperture ridondanti.
Cos’è la gestione del rischio tramite assicurazione?
Un’assicurazione non può eliminare totalmente un rischio, ma garantisce che un singolo evento non possa compromettere la propria solvibilità finanziaria a lungo termine. Una gestione efficace del rischio prevede quattro approcci complementari:
- Evitare: rinunciare ad attività che comportano un pericolo eccessivo
- Ridurre: implementare misure di sicurezza (sistemi di protezione, abitudini salutari)
- Accumulare: autoassicurarsi per costi piccoli e gestibili
- Trasferire: acquistare assicurazioni per eventi finanziariamente devastanti.
Assicurazioni essenziali e opzionali: dove tracciare il confine
Non tutti i rischi assicurativi sono uguali. Distinguere tra assicurazioni essenziali e opzionali dipende dal patrimonio netto, dallo stile di vita e dagli obblighi legali.
Per una famiglia media, le polizze assicurative essenziali sono quelle che proteggono da sinistri il cui costo supera i risparmi medi disponibili:
- Assicurazione sanitaria: il debito medico resta una delle principali cause di difficoltà finanziaria sia per i costi diretti che per le conseguenze sia fisiche che economiche di dover posticipare o limitare delle cure. Accesso ai servizi di sanità pubblica più complessi, incremento dei costi delle cure specialistiche e aumento dell’età pensionabile sono alcuni dei fattori che rendono sempre più utile una copertura sanitaria con massimali elevati.
- Assicurazione temporanea sulla vita: protegge il bene più importante, ovvero i futuri guadagni nell’arco della vita lavorativa. Essenziale se si hanno persone a carico che dipendono dal proprio reddito per pagare mutuo o costi di istruzione.
- Assicurazione contro l’invalidità: spesso trascurata, eppure statisticamente è più probabile sperimentare una disabilità durante gli anni lavorativi che una morte prematura. Proteggere il proprio “motore di reddito” è fondamentale, soprattutto in presenza di un mutuo o altri debiti importanti da rimborsare.
- Responsabilità civile (veicoli/casa/famiglia/animali): un sinistro rilevante, per quanto poco frequente, può comportare spese ingenti. Una semplice copertura di responsabilità civile adeguata può proteggere a costo contenuto da oneri e procedimenti legali insostenibili.
Polizze assicurative opzionali
Queste possono avere senso in nicchie specifiche, ma ne va valutato il reale rapporto valore/costo:
- Eventi climatici: in un paese sempre più esposto a rischi idrogeologici importanti quanto imprevisti, in molte zone proteggere i beni personali e la propria attività economica rappresenta un costo dovuto ma fondamentale rispetto all’entità irreversibile del danno a cui si rimane esposti.
- Perdita del lavoro: da valutare rispetto alla propria età, qualifica e capacità lavorativa, settore professionale e possibilità di riposizionarsi rapidamente.
- Truffe informatiche: il sempre più diffuso e diversificato utilizzo del web ha moltiplicato anche per i privati i rischi non solo di acquisti o addebiti fraudolenti ma anche di perdita ingente di risparmi. Queste polizze possono anche offrire assistenza e tutela legale per episodi di violazione di identità, diffusione contenuti e cyberstalking.
- Estensioni di garanzia: per la maggior parte dei dispositivi elettronici di consumo, il costo del “piano di protezione” è elevato rispetto al costo di sostituzione. Da considerare per elettrodomestici di costo più importante, ma nella prospettiva di una durabilità come minimo decennale del bene.
- Assicurazioni viaggio: da considerare in funzione di tutti i costi che generalmente un’assicurazione sulla vita non copre (assistenza medica o per infortuni e caso morte, cancellazioni, furti, perdita di bagaglio, etc).
- Assicurazione per animali domestici: utile per razze pregiate o assistenze veterinarie costose. Per danni o altre problematiche può essere sufficiente la consueta polizza “capofamiglia”. Molti proprietari ottengono un ritorno migliore destinando quei premi a un conto di risparmio ad alto rendimento dedicato alle emergenze veterinarie.
Come decidere: assicurarsi oppure “autoassicurarsi”?
Un approccio razionale ai rischi assicurativi prevede un semplice “stress test”. Chiediti: se questo bene scomparisse o questo evento accadesse oggi, cambierebbe il mio stile di vita o la data del mio pensionamento?
Se la risposta è sì: assicuralo. Il premio è un piccolo prezzo da pagare per la certezza della protezione.
Se la risposta è no: autoassicurati. Prendi il denaro che avresti speso per il premio e investilo. Nell’arco di un certo numero di anni, un “fondo di autoassicurazione” per piccoli imprevisti quasi sempre avrà risultati migliori rispetto al valore dei sinistri che potrebbero presentarsi.
In sintesi: coperture assicurative primarie
Quando si stabiliscono le priorità del proprio budget, le polizze assicurative più importanti sono quelle che proteggono i beni più preziosi: la vita, la capacità di lavorare e la casa.
Valutare i rischi assicurativi significa trovare un equilibrio. È opportuno dare priorità alle assicurazioni essenziali rispetto a quelle opzionali concentrandosi sui rischi “catastrofici” e trattenendo invece i rischi “minori”. Garantendosi le polizze più importanti si costruisce una strategia sofisticata di gestione del rischio tramite assicurazione che protegge il patrimonio senza pagare eccessivamente per la tranquillità.
La costruzione di un’adeguata protezione dovrebbe essere realizzata confrontandosi con consulenti esperti, che possano ben comprendere le diverse realtà personali, spiegare con chiarezza le caratteristiche delle opzioni disponibili e proporre le migliori soluzioni rispetto alle esigenze di protezione rilevate.
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