Le imposte dovute per l’acquisto della prima casa dipendono dal tipo di venditore e dal regime fiscale applicabile. In presenza dei requisiti previsti dalla normativa, il carico fiscale risulta ridotto rispetto a un acquisto ordinario. L’Agenzia delle Entrate fornisce indicazioni ufficiali sulle regole fiscali di riferimento, le imposte e le agevolazioni applicabili all’abitazione principale.
Acquisto da privato (o impresa in esenzione IVA)
In questo caso le imposte si calcolano sul valore catastale dell’immobile:
- Imposta di registro: 2% (minimo 1.000 €)
- Imposta ipotecaria: 50 €
- Imposta catastale: 50 €
Per la prima casa è possibile applicare il criterio del prezzo-valore, che consente di calcolare l’imposta non sul prezzo pagato, ma sul valore catastale. Il valore catastale si ottiene moltiplicando la rendita catastale rivalutata del 5% per il coefficiente 115,5, come nel seguente esempio semplificato:
- rendita catastale 600 € → 600 × 1,05 = 630 €
- valore catastale = 630 × 115,5 = 72.765 €
- imposta di registro = 2% di 72.765 € → 1.455 €
Acquisto da impresa con vendita soggetta a IVA
Quando la vendita è soggetta a IVA, il trattamento fiscale cambia:
- IVA: 4% sul prezzo di vendita
- Imposta di registro: 200 €
- Imposta ipotecaria: 200 €
- Imposta catastale: 200 €
In questo caso il meccanismo prezzo-valore non si applica.
Quando e come si pagano le imposte
Le imposte vengono versate al momento del rogito notarile. È il notaio a occuparsi del calcolo e del pagamento per conto dell’acquirente. Le agevolazioni prima casa si applicano anche in caso di acquisto tramite asta giudiziaria, se sono rispettati tutti i requisiti.
Poiché importi, criteri di calcolo e tempistiche variano in base alle diverse casistiche, una valutazione preventiva dei costi complessivi aiuta ad avere un quadro chiaro delle somme da sostenere, soprattutto quando l’acquisto è collegato a una richiesta di mutuo.
Per maggiori dettagli sui requisiti per accedere alle agevolazioni prima casa, vedi la Faq dedicata
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