L’Osservatorio Fiba Cisl evidenzia come la progressiva riduzione degli sportelli bancari e del personale abbia modificato in modo strutturale il modo in cui cittadini e imprese accedono a mutui, prestiti e più in generale ai servizi di credito. Allo stesso tempo, è cresciuta l’autonomia delle famiglie nella fase di ricerca e confronto delle offerte, ma non è diminuito – anzi, è aumentato – il bisogno di assistenza qualificata nelle decisioni finanziarie più rilevanti.
Si afferma il ruolo del mediatore creditizio.
Desertificazione bancaria: un fenomeno progressivo e continuo
I dati a fine dicembre 2025 evidenziano la portata per l’Italia del processo strutturale di razionalizzazione delle filiali bancarie:
- dal 2015 ad oggi sono stati chiusi oltre 11.000 sportelli bancari, con una riduzione del 37%
- il 44% dei comuni italiani è privo di sportelli bancari sul proprio territorio
- il 24% dei comuni ha un solo sportello bancario
- 5 milioni di persone e 300.000 imprese non hanno sportelli bancari nel proprio comune
- 6,6 milioni di italiani e quasi 450.000 imprese si trovano in comuni serviti da un solo sportello bancario.
Tra le zone più penalizzate figurano provincie di tutta Italia, spesso inaspettate come Crotone, Sassari, Reggio Calabria, Avellino, Rieti, Isernia, Alessandria, Lodi, Trento.
Ma la riduzione della presenza bancaria non riguarda soltanto i piccoli centri. Se in Italia solo negli ultimi quattro anni il numero complessivo di sportelli è sceso di oltre l’11%, nelle grandi città il fenomeno è anche più marcato: Roma ha perso circa il 14% delle filiali, Milano oltre il 16%, Napoli e Torino l’11%. Parallelamente, il personale bancario è diminuito in modo significativo.
L’online non colma la distanza
Spesso la chiusura degli sportelli viene letta come prova che “tanto ormai si fa tutto online”.
Negli ultimi anni le banche hanno avviato rilevanti programmi di trasformazione digitale, al fine di migliorare l’efficienza interna e la diffusione dell’internet banking. E si sono sviluppati diversi operatori che offrono la possibilità di informarsi a distanza sulle offerte di diversi prodotti bancari e assicurativi.
La realtà è però diversa: i dati Eurostat rivelano che nel 2025 ha usato l’internet banking il 56% degli italiani, contro il 75% dei francesi e il 78% dei francesi. Eppure, entrambi i paesi europei hanno più sportelli: la Spagna 36 ogni 100mila abitanti e la Francia 48, contro 33 in Italia.
I numeri raccontano un paese ancora molto eterogeneo, con regioni come Campania e Calabria sotto il 40% e alcune proiettate verso il 70% come Lombardia ed Emilia-Romagna.
Per assurdo, vi è una forte coincidenza tra le regioni con meno sportelli e quelle con il minor uso della banca a distanza, lasciando molti dubbi sulla capacità dei canali digitali di sostituire le relazioni fisiche in un paese come l’Italia.
Se la filiale si allontana, il bisogno di consulenza non sparisce
Questi cambiamenti hanno effetti diretti sulle famiglie e sulle imprese, molte delle quali possono non avere adeguate capacità di autonomia nella gestione delle proprie necessità finanziarie e dei rapporti con il mondo del credito, soprattutto a distanza.
Il sito internet di una banca o un portale online possono essere utili per farsi un’idea, ma quando si passa al concreto le cose diventano più complicate.
Una pratica di mutuo, ad esempio, richiede di:
- interpretare requisiti e sostenibilità (reddito, garanzie, LTV)
- costruire la documentazione in modo coerente con i criteri di istruttoria
- confrontare condizioni reali (TAEG, spese, polizze, perizia, tempi)
- gestire richieste integrative e criticità.
Significa affrontare processi complessi e articolati, con tempi non sempre prevedibili. L’accesso alle informazioni è diventato più semplice, ma la distanza tra cliente e decisore finale si è ampliata.
Il ruolo del mediatore creditizio
È in questo spazio che si colloca l’evoluzione del ruolo del mediatore creditizio: un professionista indipendente con una profonda conoscenza del settore, che assiste il cliente nell’interazione con i vari operatori bancari per trovare la soluzione migliore e nel gestire tutte le pratiche necessarie senza complicazioni o sorprese.
In sintesi
- – 11.000 sportelli bancari sul territorio dal 2015 ad oggi
- 4,9 milioni di cittadini e 300.000 imprese in comuni senza filiali
- 6,6 milioni di italiani e 450.000 imprese in comuni con un solo sportello
- Insufficienti l’utilizzo e il supporto dell’online
- Accesso al mondo del credito complesso per molte famiglie e imprese
- Cresce il ruolo del mediatore creditizio
A cura di Roberto Anedda
Responsabile Analisi Mercati e Public Relations Credipass
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