Quali caratteristiche hanno le famiglie che accedono al credito immobiliare? E come stanno cambiando i profili dei richiedenti rispetto agli anni precedenti?
Sono domande sempre più rilevanti in un mercato che, dopo la fine della stagione dei tassi prossimi allo zero, ha visto aumentare l’attenzione verso la sostenibilità delle operazioni e la capacità reddituale delle famiglie.
L’ultima edizione del Monitor del Credito Credipass evidenzia come la struttura dei richiedenti sia rimasta complessivamente stabile nel tempo, ma con alcuni cambiamenti significativi legati all’aumento del costo del denaro e alle nuove condizioni di accesso al credito.
Il lavoro dipendente continua a rappresentare il profilo prevalente
Uno degli aspetti più evidenti riguarda la tipologia di occupazione.
Nel 2026 i lavoratori dipendenti a tempo indeterminato rappresentano oltre l’86% delle erogazioni di mutuo, confermandosi la categoria nettamente prevalente tra coloro che ottengono un finanziamento per l’acquisto della casa.
Seguono a distanza i lavoratori autonomi, mentre pensionati e lavoratori con forme contrattuali più atipiche mantengono un peso decisamente più contenuto.
Il dato conferma una tendenza consolidata: in un contesto economico caratterizzato da maggiore prudenza, la stabilità lavorativa continua a rappresentare uno degli elementi maggiormente valorizzati nella valutazione della capacità di rimborso.
La fascia tra 30 e 49 anni resta il cuore del mercato
Anche dal punto di vista anagrafico emergono elementi di continuità.
La maggior parte dei mutui continua a essere erogata a persone comprese tra i 30 e i 49 anni, una fascia che rappresenta circa i due terzi del mercato.
Si tratta della fase della vita in cui più frequentemente si concentrano l’avvio di un percorso lavorativo e reddituale, con prospettiva di disponibilità e indipendenza che portano ai primi progetti di vita e di famiglia, ai quali spesso si collega l’acquisto della prima abitazione.
Le fasce più giovani, inoltre, possono godere anche dalle misure dedicate agli under 36, mentre oltre i 50 anni il ricorso al mutuo tende naturalmente a ridursi.
Il vero cambiamento riguarda il reddito
Se occupazione ed età mostrano una sostanziale stabilità, è nell’evoluzione delle fasce reddituali che si osservano i cambiamenti più significativi.
I dati rilevati dal Monitor del Credito Credipass, l’osservatorio che analizza l’evoluzione del mercato dei mutui in Italia, evidenziano infatti una progressiva riduzione del peso delle fasce di reddito più basse e una crescita delle fasce intermedie e medio-alte.

Questo fenomeno non va interpretato come un miglioramento generalizzato dei redditi delle famiglie italiane. Al contrario, rappresenta uno degli effetti più evidenti del nuovo contesto del credito.
Con tassi di interesse più elevati rispetto agli anni precedenti, prezzi immobiliari ancora sostenuti e redditi reali che crescono lentamente, una parte delle famiglie con minore capacità reddituale incontra maggiori difficoltà nel raggiungere livelli di finanziabilità adeguati all’acquisto di un immobile.
In altre parole, il mercato non sta diventando più ricco, ma più selettivo.
Accesso al credito: conta sempre di più la sostenibilità
L’evoluzione osservata negli ultimi anni conferma come il concetto di sostenibilità sia tornato al centro delle valutazioni.
Le banche continuano a finanziare un numero elevato di operazioni, ma prestano particolare attenzione all’equilibrio tra reddito disponibile, importo richiesto, durata del mutuo e capacità di rimborso nel lungo periodo.
Per le famiglie questo significa che la pianificazione finanziaria assume un ruolo sempre più importante. La scelta della durata, la gestione dell’indebitamento complessivo e la presenza di una situazione lavorativa stabile diventano fattori determinanti per accedere a condizioni ed importi di finanziamento adeguati.
Differenze territoriali molto marcate
L’analisi evidenzia inoltre significative differenze tra le diverse aree del Paese.
Importo medio erogato per area (000 euro)

Gli importi medi finanziati risultano tutti in crescita negli ultimi cinque anni, seppure con maggiore staticità per il Sud e le Isole, dove la variazione si ferma ad un 3-4% complessivo, contro il 15-20% registrato nelle aree del Nord, nelle quali il valore degli immobili e il livello dei redditi tendono a essere più alti.
Collegato a ciò, Sud e Isole registrano anche importi medi più contenuti di oltre 25.000 euro, riflettendo un diverso equilibrio tra prezzi delle abitazioni, capacità di spesa e accessibilità al credito.
Queste differenze dimostrano come il mercato dei mutui non possa essere interpretato esclusivamente attraverso indicatori nazionali, ma debba essere letto anche alla luce delle specificità economiche e immobiliari dei singoli territori.
Un mercato stabile ma più selettivo
Nel complesso, il profilo dei richiedenti mutuo nel 2026 restituisce l’immagine di un mercato stabile nelle sue caratteristiche fondamentali ma più sensibile alla sostenibilità economica rispetto al passato.
Lavoro stabile, reddito adeguato e capacità di mantenere nel tempo l’equilibrio tra entrate e impegni finanziari rappresentano oggi i principali elementi che favoriscono l’accesso al credito.
I dati del Monitor del Credito Credipass mostra come il mercato continui a offrire opportunità concrete alle famiglie, ma all’interno di un contesto in cui la qualità del profilo economico e reddituale assume un ruolo sempre più centrale nelle decisioni di finanziamento.
A cura di Roberto Anedda
Responsabile Analisi Mercati e Public Relations Credipass
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