Le tensioni geopolitiche internazionali, le pressioni sui prezzi dell’energia e una dinamica inflattiva più persistente del previsto allontanano l’ipotesi di un rapido ritorno a condizioni monetarie più favorevoli.
Il rialzo del costo del denaro dello 0,25% deciso dalla BCE riporta al centro dell’attenzione il tema della sostenibilità del credito immobiliare.
L’era dei tassi bassi è alle spalle
Dopo la fase di riduzione registrata tra il 2024 e l’inizio del 2025, gli indicatori di mercato hanno invertito la tendenza. La Banca Centrale Europea ha aumentato i tassi dopo un anno di stop, Euribor ed Eurirs mostrano segnali di crescita e le aspettative degli operatori indicano che il costo del denaro potrebbe mantenersi su livelli più elevati per un periodo prolungato.
Come evidenzia Roberto Anedda, Responsabile Analisi Mercato di Credipass, nell’intervista pubblicata da MF – Rapporto Immobiliare il 20 giugno 2026, tutto ciò rappresenta un segnale importante di un cambiamento strutturale dello scenario di mercato, che sta progressivamente entrando in una logica di tassi più alti non più considerati una situazione temporanea, ma un nuovo equilibrio destinato a durare nel tempo.
Rate più alte e redditi fermi
L’aspetto più rilevante non riguarda soltanto il livello dei tassi, ma il rapporto tra costo del denaro e capacità reddituale delle famiglie.
Negli ultimi quindici anni i redditi reali degli italiani sono cresciuti in misura molto contenuta, mentre il costo dei finanziamenti è aumentato sensibilmente. Un mutuo da 130 mila euro a 30 anni che pochi anni fa poteva beneficiare di un tasso fisso vicino all’1% oggi richiede una rata significativamente più elevata.
Questa dinamica influisce sulla capacità di accesso al credito e spinge verso piani di ammortamento più lunghi. Non a caso, la quota di mutui trentennali è cresciuta dal 55% al 63% delle nuove erogazioni dal 2022 a oggi.
Fisso o variabile? La vera domanda è un’altra
Nel mercato attuale il tasso fisso continua a essere la scelta predominante, rappresentando oltre l’86% delle nuove sottoscrizioni, grazie alla stabilità e alla prevedibilità della rata.
Il tasso variabile torna però a suscitare interesse presso i mutuatari con maggiore capacità reddituale e in grado di sostenere eventuali oscillazioni future.
Per Credipass, tuttavia, il tema centrale non è individuare il mutuo apparentemente più conveniente nell’immediato. La priorità è verificare la sostenibilità della rata nel lungo periodo, valutando la capacità della famiglia di affrontare anche scenari economici meno favorevoli.
Una scelta sempre più strategica
In un contesto caratterizzato da tassi più elevati, maggiore selettività del credito e redditi che crescono lentamente, la pianificazione finanziaria assume un ruolo decisivo.
L’intervista pubblicata da MF conferma l’analisi di Credipass: oggi più che mai l’accesso al mutuo richiede una valutazione approfondita delle esigenze della famiglia, delle prospettive reddituali e della capacità di sostenere l’impegno finanziario nel tempo.
Per questo motivo il supporto consulenziale diventa un elemento essenziale nel percorso di acquisto della casa. La sostenibilità, più ancora della convenienza immediata, rappresenta il vero criterio guida per affrontare il mercato immobiliare dei prossimi anni.
Qui l’articolo completo del Rapporto Immobiliare di Milano Finanza
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