Euribor, cos’è, come si calcola e cosa significa per i mutui a tasso variabile

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L’Euribor (Euro Interbank Offered Rate) è il tasso interbancario di riferimento usato da molte banche europee per determinare la componente variabile del tasso nei mutui a tasso variabile. Se l’Euribor sale, la rata del mutuo può aumentare; se scende, la rata può diminuire. Capire come viene calcolato, quali scadenze esistono e quali fattori ne influenzano l’andamento aiuta a scegliere con più consapevolezza tra tasso fisso e variabile.

Uno dei dubbi più ricorrenti prima di accendere un mutuo per l’acquisto della casa riguarda la decisione se sottoscrivere un mutuo a tasso fisso o variabile. Nel caso in cui la scelta ricadesse sul tasso variabile, l’Euribor sarebbe il tasso a cui si dovrebbe prestare particolare attenzione nel corso di tutta la durata del finanziamento.

L’Euribor, infatti, è il parametro di riferimento utilizzato dalla maggioranza delle banche europee per calcolare i mutui indicizzati. In questa guida vedremo che cos’è l’Euribor, come si calcola e chi decide l’andamento dell’indice che influenza le rate dei mutui a tasso variabile.

Cos’è l’Euribor e a cosa serve

L’Euribor è il tasso interbancario a cui i principali istituti di credito europei fanno riferimento per le transazioni finanziarie in euro. Più comunemente, l’Euribor è uno degli indici più usati dalle banche come parametro di riferimento per calcolare i mutui a tasso variabile.

Esistono diverse scadenze dell’Euribor e ciascuna di queste cambia in base al periodo di rilevazione del tasso. Le durate variano da una settimana fino a 12 mesi. In Italia, le scadenze più utilizzate per il calcolo dei mutui a tasso variabile sono quelle ad 1 mese, 3 mesi e 6 mesi (a seconda del contratto).

Il tasso Euribor esiste dal 1999, lo stesso anno in cui è stato introdotto l’Euro come moneta sui mercati finanziari europei. In Italia l’Euribor ha sostituito il Ribor (Rome Inter Bank Offered Rate), che fino a quel momento era il parametro dei mutui a tasso variabile.

In sintesi: l’Euribor è un indice “di mercato” che influenza la parte variabile del tasso del mutuo variabile.

Come si calcola il tasso del mutuo variabile con l’Euribor

L’Euribor è un parametro fondamentale per determinare il calcolo del tasso di interesse dei mutui variabili. In base all’andamento dell’Euribor, infatti, la rata del prestito può subire una variazione, in rialzo nel caso di aumento dell’indice o in calo quando l’Euribor scende.

Nei mutui a tasso variabile il tasso finale applicato dalla banca, di norma, nasce dalla somma di due componenti:

  • Euribor (componente variabile, può cambiare nel tempo)
  • Spread (componente fissa decisa dalla banca, rappresenta il guadagno dell’istituto di credito e rimane costante salvo condizioni contrattuali)

Esempio pratico: Tasso = Euribor + spread

Immaginiamo che nel contratto sia indicato: “Il tasso è determinato in base alla quotazione dell’Euribor 360 a 3 mesi rilevata l’ultimo giorno lavorativo del mese precedente alla data di stipula, maggiorata di uno spread pari all’1,00%”.
Cosa significa in concreto:

  • la banca usa come parametro Euribor 3 mesi
  • si prende il valore Euribor di riferimento del giorno indicato
  • si somma lo spread (in questo caso 1,00%)

Se, ad esempio, l’Euribor 3 mesi fosse 1,90%, il tasso “finito” sarebbe 2,90% (salvo eventuali clausole di tasso minimo previste dal contratto).

In sintesi: l’Euribor può muoversi, lo spread no; la rata cambia perché cambia la parte “Euribor”.

Chi stabilisce e pubblica l’Euribor

Il valore dell’Euribor viene calcolato tutti i giorni feriali ed è diffuso da EMMI (European Money Markets Institute). La rilevazione si basa su una metodologia che utilizza dati di mercato di un panel di 19 banche attive nel mercato monetario dell’euro, Sono banche di Paesi facenti parte dell’eurozona, tra cui le italiane Unicredit e Intesa Sanpaolo, e grandi banche internazionali non-UE ma con importanti attività nell’eurozona. L’obiettivo della rilevazione è quello di fornire una rappresentazione affidabile nel tempo del costo medio della liquidità nel mercato interbancario in euro.

In sintesi: l’Euribor non viene deciso dalla singola banca, ma deriva da un preciso processo di calcolo e pubblicazione regolato dall’istituto europeo che lo diffonde.

Da cosa dipende l’andamento dell’Euribor

L’Euribor può variare nel tempo perché riflette l’equilibrio tra domanda e offerta di liquidità nel sistema bancario e il contesto macroeconomico. Tra i fattori che più frequentemente incidono ci sono:

  • Politica monetaria (ad esempio scelte sui tassi di riferimento delle banche centrali e misure di liquidità)
  • Inflazione e aspettative di inflazione
  • Condizioni del credito e del mercato interbancario
  • Fase del ciclo economico e livelli di rischio percepito

Questa è la ragione per cui, in un mutuo variabile, è utile valutare non solo la rata iniziale ma anche la sostenibilità nel tempo in scenari diversi.

Euribor e mutuo a tasso variabile: rischi e vantaggi

Chi sceglie un mutuo a tasso variabile accetta che il tasso d’interesse e la rata possano cambiare nel tempo. Spesso la scelta nasce dal fatto che il variabile può partire con un tasso più basso rispetto al fisso (che usa un indice diverso, tipicamente l’Eurirs), puntando quindi ad avere una rata più bassa e a risparmiare sugli interessi. Tuttavia si dovrà tenere presente che il tasso variabile potrebbe subire dei rialzi nel futuro, anche in misura significativa, modificando la sostenibilità della rata nel tempo.

Vantaggi tipici

  • Possibile rata iniziale più bassa rispetto al fisso (dipende dal periodo)
  • Risparmio sugli interessi in caso di riduzione dei tassi nel tempo

Rischi tipici

  • Aumenti della rata se i tassi salgono
  • Maggiore incertezza nella pianificazione del budget familiare
  • Impatto più rilevante su mutui di durata medio-lunga.

Per una valutazione della scelta tra tasso fisso e tasso variabile consulta anche le informazioni sull’Eurirs.
Prima di scegliere il tipo di tasso è opportuno valutare tutti i benefici, ma anche i rischi che comporta una rata indicizzata, soprattutto se la durata del mutuo è di medio-lungo termine.

In sintesi: il variabile può essere conveniente in alcune fasi, ma richiede una valutazione prudente della sostenibilità del mutuo anche in caso di rialzi.

Domande frequenti sull’Euribor

Cos’è l’Euribor in parole semplici?

È un tasso di riferimento del mercato interbancario in euro. Le banche lo usano come base per calcolare la parte variabile del tasso nei mutui variabili. Se l’Euribor sale la rata può aumentare, se scende la rata può ridursi.

Qual è la differenza tra Euribor e spread?

L’Euribor è la componente variabile del tasso d’interesse legata al mercato, mentre lo spread è la componente fissa applicata dalla banca. Di norma il tasso variabile di un mutuo è dato dalla somma Euribor + spread.

Quale Euribor si usa per i mutui variabili (1, 3 o 6 mesi)?

Dipende dal contratto di mutuo della singola banca: alcune banche usano Euribor 1 mese, altre 3 o 6 mesi. Le frequenze più utilizzate sono quelle ad 1 e 3 mesi. La scadenza scelta può influire sulla frequenza con cui la componente variabile per il calcolo del tasso viene aggiornata.

Quali sono i rischi di un mutuo a tasso variabile?

Un tasso variabile è più esposto alle variazioni del costo del denaro, quindi anche la rata può cambiare nel tempo, sesso in misura non facilmente determinabile nel lungo termine. Prima di scegliere è utile valutare lo scenario economico e simulare diverse ipotesi di rialzo, per verificare la sostenibilità della rata anche in condizioni meno favorevoli.


La scelta di un mutuo è una decisione complessa e delicata, da cui parte il proprio progetto di casa: evitare il fai‑da‑te e affidarsi a un mediatore creditizio indipendente come Credipass permette di confrontare più banche, individuare la soluzione più adatta alle proprie esigenze e scegliere il finanziamento più conveniente, con assistenza competente anche nel valutare le prospettive economiche e la sostenibilità nel lungo termine.

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