Con le regole Irpef 2025, a parità di reddito complessivo cambiano il netto in tasca e la capacità di spesa e mutuo tra una famiglia con un solo stipendio ed una con due buste paga, a causa di aliquote progressive e detrazioni che si riducono con il crescere del reddito.
Il paradosso fiscale: stesso reddito, risultato diverso
“Chi più guadagna, peggio sta”. Non è uno slogan di rivendicazione sociale ma un paradosso reale che emerge dalla significativa e impietosa analisi curata per DataRoom da Simona Ravizza e pubblicata sul Corriere della Sera.
L’analisi evidenzia come nel sistema Irpef italiano in determinati casi, a parità di reddito familiare, un reddito concentrato in un’unica busta paga può tradursi in meno soldi disponibili e minori opportunità.
È l’effetto delle aliquote progressive Irpef e delle detrazioni decrescenti modificate nel tempo da vari interventi legislativi, spesso pensati per sostenere specifiche categorie, ma che finiscono per creare squilibri difficili da giustificare sul piano dell’equità e della logica.
Il confronto sui redditi: quanto resta davvero in tasca
Costruendo come esempi i casi di famiglie con redditi complessivi di 36.000 e 50.000 euro, suddivisi equamente tra due redditi o concentrati in un singolo lavoratore, e calcolando i redditi al netto di Irpef, addizionali e contributi INPS, si hanno questi risultati:
Confronto: due redditi da 18.000 € vs uno da 36.000 €
| Reddito | 18.000 € x2 | 36.000 € |
|---|---|---|
| Lordo totale | 36.000 € | 36.000 € |
| Imposte + contributi | 5.693 € | 10.706 € |
| Reddito netto annuo | 30.307 € | 25.294 € |
| Reddito netto mensile | 2.526 € | 2.108 € |
Confronto: due redditi da 25.000 € vs uno da 50.000 €
| Reddito | 25.000 € x2 | 50.000 € |
|---|---|---|
| Lordo totale | 50.000 € | 50.000 € |
| Imposte + contributi | 11.383 € | 17.863 € |
| Reddito netto annuo | 38.617 € | 32.137 € |
| Reddito netto mensile | 3.218 € | 2.678 € |
ll risultato è netto: da 5.000 ad oltre 6.000 all’anno in meno per la famiglia monoreddito, pur partendo dallo stesso reddito lordo complessivo. Non cambia la ricchezza prodotta, cambia la sua distribuzione interna — e con essa cambia drasticamente il carico fiscale.
L’effetto concreto: meno capacità di mutuo
Il paradosso non si ferma alle tasse, ma ha ricadute pratiche sulla capacità di spesa e di impegno finanziario di una famiglia. Nel caso di una possibile richiesta di mutuo, consideriamo che uno dei principali criteri di valutazione che le banche applicano è quello della cosiddetta regola del rata/reddito: per valutare se un mutuo può essere concesso, la rata mensile non deve superare il 30-35% del reddito netto mensile del richiedente.
Riprendendo i calcoli precedenti, possiamo simulare l’importo indicativo di mutuo ottenibile nei vari casi:
Confronto: due redditi da 18.000 € vs uno da 36.000 €
| Reddito | 18.000 € x2 | 36.000 € |
|---|---|---|
| Reddito netto mensile | 2.526 € | 2.108 € |
| Rata sostenibile | 884 € | 738 € |
| Mutuo ottenibile 20 anni | 168.000 € | 140.000 € |
| Mutuo ottenibile 30 anni | 227.000 € | 189.000 € |
Confronto: due redditi da 25.000 € vs uno da 50.000 €
| Reddito | 25.000 € x2 | 50.000 € |
|---|---|---|
| Reddito netto mensile | 3.218 € | 2.678 € |
| Rata sostenibile | 1.126 € | 937 € |
| Mutuo ottenibile 20 anni | 214.000 € | 178.000 € |
| Mutuo ottenibile 30 anni | 289.000 € | 240.000 € |
Risultato: una differenza di 150 – 200 euro al mese di capacità di rimborso mette le due famiglie monoreddito nella condizione di poter ottenere da 30.000 a 50.000 euro circa in meno di mutuo.
Un divario che incide sulle opportunità
Sono differenze importanti, che possono condizionare sensibilmente le scelte e le possibilità abitative di tante famiglie. Calcoli più precisi dovranno tenere conto dei carichi familiari, di eventuali particolarità contrattuali e altri dettagli, ma è evidente come il paradosso fiscale si tramuti in un divario concreto che finisce per ridurre opportunità concrete, dalla spesa quotidiana alla possibilità di acquistare una casa.
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Approfondimento
Quali detrazioni fiscali sono previste per un mutuo?
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A cura di Roberto Anedda
Responsabile Analisi Mercati e Public Relations Credipass
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