È questa la domanda che si pongono tutti gli acquirenti di un immobile che necessitano di un finanziamento bancario. La decisione non è mai banale e deve essere valutata con molta attenzione.
In questa guida cercheremo di capire se sia più conveniente stipulare un mutuo a tasso fisso oppure, alla luce del recente aumento dei tassi IRS (riferito alla situazione del 2021 in cui è stato pubblicato in origine questo testo), se sia più vantaggioso optare per un mutuo a tasso variabile.
Prima di decidere tra mutuo a tasso fisso e tasso variabile è fondamentale ricordarsi che ogni caso specifico merita un’analisi molto approfondita. La scelta del tasso del mutuo, infatti, dipende da vari fattori, tra cui il reddito familiare di cui si dispone, l’importo del prestito che si intende finanziare, la durata dell’ammortamento del mutuo e, non ultimo, la tolleranza al rischio di un eventuale aumento dei tassi di interesse nel corso degli anni.
Nota di aggiornamento sullo scenario dei tassi
Questo testo è stato pubblicato nel 2021 e spiega le differenze tra mutuo a tasso fisso e mutuo a tasso variabile. I riferimenti temporali e le analisi sui valori dei tassi sono quindi validi nell’ambito della situazione del 2021.
Nel tempo lo scenario dei tassi di interesse è cambiato e potrà ancora cambiare in funzione delle decisioni della Banca Centrale Europea, dell’andamento dell’inflazione e delle condizioni dei mercati finanziari.
Restano validi gli elementi generali sui mutui a tasso fisso e a tasso variabile. Per un’analisi aggiornata su quale mutuo conviene oggi tra tasso fisso e variabile, con dati e considerazioni riferite al contesto attuale, puoi consultare l’approfondimento dedicato.
Mutuo a tasso fisso o a tasso variabile in breve
- Mutuo a tasso fisso: il tasso (e quindi la rata) resta stabile nel tempo; è una scelta orientata alla certezza della rata e alla protezione da eventuali rialzi.
- Mutuo a tasso variabile: il tasso segue un indice di mercato (di solito Euribor) che varia nel tempo, e la rata può cambiare; può essere più conveniente in alcune fasi, ma espone al rischio di aumenti futuri.
La scelta dipende soprattutto da: durata del mutuo, importo, reddito e capacità di sostenere variazioni della rata, oltre alle aspettative sull’andamento dei tassi.
Differenza tra mutuo a tasso fisso e mutuo a tasso variabile
Per una scelta più consapevole della tipologia di tasso, è importante conoscere le differenze tra un mutuo fisso e un mutuo variabile. Di seguito cercheremo di capire come funzionano e in base a quali parametri vengono calcolati.
Partiamo dal mutuo a tasso fisso. Questa tipologia di mutuo, negli ultimi anni, è stata decisamente la più richiesta da parte dei nuovi mutuatari. Il motivo principale ricade nel fatto che i tassi sono scesi ai minimi livelli e molte famiglie, per una maggiore tranquillità, hanno preferito fissare la rata nel tempo senza doversi preoccupare di un possibile aumento dei tassi di interesse.
Calcolare un mutuo a rata costante è molto semplice. Basta prendere il parametro di riferimento dei prestiti a tasso fisso in base alla scadenza del proprio mutuo e aggiungere lo spread applicato dalla banca. Per esempio, se stiamo valutando di sottoscrivere un mutuo a tasso fisso della durata di 20 anni, dovremmo individuare l’IRS, detto anche Eurirs (Euro Interest Rate Swap) di durata ventennale, e a questo sommare lo spread bancario, che rappresenta il guadagno dell’istituto di credito. In questo caso, se che l’IRS a 20 anni avesse un valore di 0,30% e lo spread fissato dalla banca fosse pari a 0,70%, il tasso finito applicato sarebbe dell’1,00%.
Il mutuo a tasso variabile, al contrario dei mutui fissi, non viene determinato in fase di stipula del mutuo, ma segue l’andamento dei mercati finanziari. In particolare, l’indice di riferimento più utilizzato dalle banche è l’Euribor (Euro Interest Bank Offered Rate), ma in certi casi può essere proposto anche il tasso principale della BCE, attualmente fissato a 0,00% (riferito al 2021).
L’Euribor è diffuso giornalmente dalla Federazione bancaria europea. Dal 2015 tutte le scadenze dell’indice del tasso variabile sono negative (riferito al 2021) . Questa significa che allo spread della banca deve essere sottratta la quota dell’Euribor, con il vantaggio per il mutuatario che sceglie il tasso variabile di vedersi applicare un taglio della rata. Ad esempio, se lo spread dell’istituto fosse dello 0,70% e l’Euribor avesse una quotazione di -0,50%, il tasso da prendere in considerazione per il calcolo della rata sarebbe dello 0,20%, a meno che nel contratto di mutuo non sia indicata la clausola Floor, che stabilisce un valore minimo del tasso di interesse.
Meglio il mutuo a tasso fisso o a tasso variabile?
Come abbiamo anticipato all’inizio di questa guida, non è possibile stabilire a priori quale tasso di un mutuo sia più conveniente tra fisso e variabile. Prima di valutare tra le opzioni, come detto, sarebbe necessario conoscere alcune delle caratteristiche principali del mutuatario.
In linea generale si può affermare che si può privilegiare il tasso fisso quando si vuole avere la certezza di pagare sempre la stessa rata e si teme un eventuale aumento dei tassi di interesse. Il mutuo a tasso fisso potrebbe essere più indicato se i redditi percepiti dal nucleo familiare sono costanti, come nel caso di una pensione, per cui potrebbe esserci un rischio di sostenibilità in caso di rialzo dei tassi
Un altro caso per cui il tasso fisso può risultare più conveniente, soprattutto quando la differenza tra l’importo delle due rate è minimo, si verifica quando l’importo del mutuo è medio alto e la durata del finanziamento è piuttosto lunga, come la scadenza a 25 o 30 anni. In questa ipotesi, non potendo prevedere l’andamento dei tassi in un arco temporale così ampio, la scelta del mutuo a rata fissa, oltre ad essere più rassicurante, potrebbe rivelarsi quasi sempre essere l’opzione migliore.
Il mutuo a tasso variabile potrebbe essere la soluzione ideale per chi stipula un contratto di breve durata, ad esempio di 10 anni, e necessita di un importo relativamente basso. Allo stesso tempo, chi opta per il tasso indicizzato scommette sull’andamento al ribasso dell’Euribor o sul mantenimento dei tassi agli attuali livelli ancora per molto tempo, come peraltro ribadito più volte dalla stessa Banca centrale europea, che definisce la politica monetaria dell’Eurozona.
Nel 2021 conviene il mutuo a tasso fisso o variabile?
(Tutto il testo è riferito allo scenario del 2021) Se negli ultimi anni la scelta a favore del mutuo a tasso fisso è stata quella predominante, sia per il livello dei tassi IRS ai minimi storici sia per l’incertezza economica causata dalla pandemia, in questo inizio di 2021 si è riaperto il dibattito sulla convenienza tra tasso fisso e tasso variabile.
Molte persone che si apprestano a stipulare un mutuo prima casa, o che sono alle prese con la surroga per sostituire il vecchio mutuo con uno più vantaggioso, si interrogano se sia più conveniente il mutuo a tasso variabile. In particolare, i dubbi sono legati all’andamento dei tassi IRS, che in queste settimane stanno registrando il livello più alto dell’ultimo anno. Tutte le durate dell’Eurirs sono attualmente in territorio positivo dopo che nei mesi scorsi erano arrivate ampiamente sotto zero. Soltanto da inizio anno, le scadenze IRS sono aumentate in media di 40 punti base.
Al contrario, i tassi Euribor sono stabili e restano ben al di sotto della soglia zero. L’Euribor a 1 mese e l’Euribor a 3 mesi, tra gli indici più utilizzati dalle banche italiane per calcolare i mutui variabili, in base all’ultima rilevazione, sono rispettivamente pari a -0,55% e -0,52%, favorendo chi sottoscriverà un mutuo a tasso variabile o ancora di più, chi in passato aveva scommesso sui tassi bassi.
Mutuo a tasso variabile con CAP: una via intermedia
Oltre a tasso fisso e tasso variabile esiste anche una soluzione “intermedia”: il mutuo a tasso variabile con CAP. In questo caso il tasso segue l’andamento del mercato (come nel variabile), ma viene definito un tetto massimo oltre il quale il tasso non può salire.
Può essere utile per chi vuole mantenere un legame con l’andamento dei tassi, ma desidera anche una protezione nel caso di rialzi molto marcati.
In conclusione
Quando si compra una casa con un mutuo, la tipologia del tasso è una delle decisioni più importanti e questa deve essere valutata con estrema attenzione. Per non rischiare di prendere una decisione sbagliata, ogni singolo caso merita un’approfondita analisi sulla base della situazione del momento dei tassi e degli indici Euribor e IRS.
La scelta di un mutuo è una decisione complessa e delicata, da cui parte il proprio progetto di casa: evitare il fai‑da‑te e affidarsi a un mediatore creditizio indipendente come Credipass permette di confrontare più banche, individuare la soluzione più adatta alle proprie esigenze e scegliere il finanziamento più conveniente.
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