Ultimo aggiornamento: 05 ottobre 2026
Scegliere tra mutuo a tasso fisso e mutuo a tasso variabile richiede un’analisi dei tassi di mercato e una valutazione attenta delle diverse alternative disponibili, con un occhio alle prospettive del costo del denaro. Questa pagina raccoglie indicazioni utili da considerare per la scelta, tenendo conto della situazione aggiornata del costo del denaro e delle relative previsioni.
Mutuo fisso o variabile in breve
La decisione tra le due alternative si gioca spesso sull’equilibrio sicurezza (fisso) contro flessibilità (variabile):
Tasso fisso
- si conosce da subito qual è la rata e quanto si pagherà nel tempo
- si è protetti se i tassi di mercato risalgono
- si paga qualcosa in più per comprare certezza.
Tasso variabile
- parte in genere da una rata più bassa (dipende da spread e condizioni)
- si può risparmiare in base a come andranno i tassi in futuro
- si accetta che la rata possa salire o scendere nel tempo.
Il contesto dei tassi nel 2026: BCE, Euribor e IRS
Per orientarsi, è utile guardare i tassi di riferimento dello scenario.
- Tassi BCE: dopo un anno di tassi stabili, l’11 giugno 2026 e il 10 settembre 2026 la BCE ha aumentato di + 0,25% i tassi sui depositi e sui rifinanziamenti rispettivamente al 2,50% e al 2,65%, in seguito alle spinte inflazionistiche generate dalla crisi nel Golfo Persico
- Euribor (riferimento del tasso variabile): nei primi mesi dell’anno gli indici Euribor sono rimasti abbastanza stabili intorno ai valori di 1,95%-2,03%. Da marzo le tensioni sui mercati legate alla crisi iraniana e l’aumento della BCE hanno portato gli Euribor a 1, 3 e 6 mesi a salire man mano rispettivamente a 2,44%, 2,60% e 3,06% di oggi.
- IRS/Eurirs (riferimento del tasso fisso): dopo essere scesi attorno al 3,01% – 3,03% nei primi mesi dell’anno, gli indici IRS per le durate medio-lunghe (20, 25 e 30 anni) hanno oscillato leggermente da marzo in poi, risalendo da giugno in poi. In settembre, dopo un momentaneo assestamento, gli indici oscillano intorno a nuovi massimi di periodo, con valori delle scadenze a 20, 25 e 30 anni rispettivamente saliti al 3,61%, 3,53% e 3,44% di oggi.
Questa differenza conferma una delle dinamiche più comuni dei tassi d’interesse: il tasso variabile può partire “più basso”, mentre il tasso fisso tende a costare di più all’inizio ma garantisce stabilità.
Per maggiori dettagli si possono consultare anche le pagine dedicate ad Euribor, Eurirs e gli effetti sui mutui a tasso variabile e a tasso fisso.
Quando conviene il tasso fisso
In modo molto concreto, il fisso tende a essere più adatto se:
- si vuole certezza di budget (spese familiari rigide, redditi poco “elastici”, impegni futuri)
- la durata del mutuo è lunga (20–30 anni) e non ci si vuole esporre a incertezza per così tanto tempo
- si preferisce “bloccare” la rata anche se oggi costa un po’ di più
È una scelta “difensiva”: meno sorpresa sulla rata, più pianificazione.
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Quando conviene il tasso variabile
Il variabile può essere più interessante se:
- si prevede di tenere il mutuo per durate non lunghe o di estinguerlo prima della scadenza
- si ha margine di reddito o risparmio per assorbire oscillazioni della rata
- si vuole beneficiare di possibili fasi di calo dei tassi (se arriveranno)
- si preferisce partire con una rata più leggera, accettando che possa cambiare nel tempo.
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Cosa valutare nella scelta tra tasso variabile e tasso fisso
La scelta tra i due tassi richiede valutazioni su elementi futuri di cui non si può avere certezza: l’andamento economico generale e il costo del denaro. L’imprevedibilità di questi fattori aumenta con il periodo temporale di riferimento, che per la gran parte dei mutui va dai 20 fino ai 30 anni. Un margine di incertezza è quindi inevitabile.
Un dato certo da cui partire è il livello iniziale del tasso d’interesse del mutuo: quanto maggiore sarà la differenza tra tasso fisso e tasso variabile, tanto più ampio sarà il margine “di sicurezza” offerto dal tasso variabile rispetto a possibili aumenti futuri dell’Euribor.
Le attuali aspettative degli operatori finanziari sull’andamento del costo del denaro mostrano che:
- l’epoca dei tassi a zero è ormai lontana e non ci si tornerà in futuro
- ’incertezza geopolitica ed economica internazionale rende ancora probabili altri aumenti del costo del denaro nel corso dei prossimi 12 mesi, anche se il mercato si aspetta una successiva fase di stabilità di 1-2 anni
- la crescita complessiva al momento prevista degli Euribor rispetto ai livelli attuali è graduale e per un totale dello 0,50% – 1,,00% nell’arco di dieci anni per le durate a 1 e 3 mesi (valutazioni che possono cambiare nel tempo)
- il livello di equilibrio più probabile del costo del denaro nel medio-lungo termine si assesterà tra il 2,5% ed il 3,5%.
Un differenziale di partenza molto ampio tra il tasso variabile ed il tasso fisso potrebbe quindi permettere alla rata variabile di restare al di sotto della rata fissa per un buon numero di anni. generando un risparmio rispetto al tasso fisso.
È importante ricordare che le quote interessi sono più pesanti durante la prima metà della vita del mutuo, e che con il passare del tempo diventa sempre più rilevante la quota capitale delle rate. Di conseguenza, nel possibile confronto tra le rate di un mutuo a tasso fisso o a tasso variabile:
- un tasso più basso nella prima metà del periodo di rimborso del mutuo permette risparmi maggiori
- eventuali aumenti dei tassi in un futuro più lontano potrebbero generare un extra costo di interessi minore rispetto a quanto risparmiato nella prima parte del mutuo con le rate più basse.
Tasso fisso rinegoziabile e mutuo variabile con CAP: alternative da valutare con attenzione
Oltre a fisso e variabile, torna utile ricordare due possibili opzioni ulteriori: il mutuo a tasso fisso rinegoziabile e il mutuo a tasso variabile con CAP.
Mutuo a tasso fisso rinegoziabile:
- tasso e rata sono fissi per un certo numero di anni iniziali
- a scadenze predeterminate é possibile decidere se passare al tasso variabile o proseguire con il tasso fisso
Si tratta di un mutuo appartenente alla categoria dei tassi misti, e permette di godere della certezza del tasso e della rata per un certo periodo ma senza vincolarsi a parametri fissi per tutta la durata del mutuo, in modo da poter valutare periodicamente e più volte nel corso del mutuo quale opzione di tasso possa diventare più conveniente.
Va tenuto presente che, a scadenza di ogni periodo, il nuovo tasso verrà calcolato in base ai valori del costo del denaro di quel momento. Occorre quindi valutare bene preventivamente l’equilibrio tra la flessibilità nella scelta del tasso e l’eventualità che i tassi futuri siano meno convenienti.
Mutuo a tasso variabile con CAP:
- il tasso segue l’andamento dei mercati (come un variabile)
- ma viene definito un tetto massimo (CAP) oltre il quale non può salire.
Può essere una soluzione interessante per chi vuole un variabile per provare a beneficiare di eventuali ribassi ma non vuole esporsi a rialzi “senza limite”, a condizione che il tetto massimo non sia troppo alto rispetto ai tassi fissi alternativi e al presumibile livello di rialzo degli Euribor.
Per maggiori dettagli si può consultare anche la faq dedicata al mutuo a tasso variabile con CAP.
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Approfondimento
Future Euribor: cambiano le attese sui tassi, cosa aspettarsi per i mutui nel 2026 e oltre
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Confrontare tutte le possibilità per orientarsi al meglio
Qualunque sia la propria preferenza di base tra la stabilità della rata, la flessibilità del possibile risparmio o il ragionevole compromesso, è evidente che le alternative da valutare sono molte, e un semplice confronto tra tassi o rate non è sufficiente.
Il possibile risparmio, se legato ad un tasso che varia nel tempo, non può essere l’unico elemento da considerare e non lo si può dare per scontato. Serve chiaramente fare dei calcoli attenti e approfonditi su quale potrebbe essere il livello futuro delle rate con tassi più elevati, per valutare la propria capacità di sostenere tali aumenti.
È consigliabile una valutazione dettagliata delle varie possibilità, per metterle a confronto e verificare quale possa essere quella più adatta rispetto alle esigenze e alle prospettive di ogni specifica situazione personale e familiare.
La scelta di un mutuo è una decisione complessa e delicata, da cui parte il proprio progetto: evitare il fai‑da‑te e affidarsi a un mediatore creditizio indipendente come Credipass permette di confrontare più banche, individuare la soluzione più adatta alle proprie esigenze e scegliere il finanziamento più conveniente, assistendoti con competenza ed esperienza nella valutazione delle diverse offerte.
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