Report ABI giugno 2026: inflazione e mutui più cari, aumenta l’incertezza

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Il quadro economico che emerge dal nuovo Report ABI di giugno 2026 è più complesso rispetto ai mesi scorsi. La crescita del credito a famiglie e imprese prosegue, ma tornano a salire le pressioni inflazionistiche e aumentano le incertezze legate allo scenario internazionale.

Inflazione in accelerazione: Italia al 3,2%
L’inflazione torna a rappresentare un elemento di preoccupazione: a maggio 2026 l’indice dei prezzi al consumo in Italia è salito al 3,2%, in aumento rispetto al 2,7% registrato ad aprile. Anche nell’area euro l’inflazione ha ripreso a crescere, passando al 3,0% ad aprile e con una stima del 3,2% per maggio.
Alla base della nuova accelerazione vi sono soprattutto i rincari energetici collegati alla crisi mediorientale. Si tratta di un’evoluzione che sta influenzando nuovamente le decisioni di politica monetaria della BCE e le aspettative dei mercati finanziari sui tassi futuri.

BCE: nuovo rialzo dei tassi a giugno
Proprio il ritorno delle tensioni inflazionistiche ha spinto la Banca Centrale Europea a intervenire nuovamente: nella riunione di giugno 2026 il Consiglio direttivo ha aumentato di 25 punti base i tassi ufficiali, portando il tasso sulle operazioni di rifinanziamento principali al 2,40% e quello sui depositi al 2,25%.
La BCE ha motivato la decisione con il rischio che il nuovo shock energetico possa rallentare il percorso di rientro dell’inflazione verso l’obiettivo del 2%. Le stesse proiezioni dell’istituto centrale indicano un’inflazione media del 3,0% nel 2026 e del 2,3% nel 2027, confermando che il percorso di normalizzazione dei prezzi potrebbe essere più lento del previsto.

Mutui: sale il tasso medio
In questo contesto anche il mercato dei mutui inizia a mostrare gli effetti delle nuove aspettative sui tassi: a maggio 2026 il tasso medio sulle nuove operazioni per l’acquisto di abitazioni è salito al 3,49%, rispetto al 3,47% registrato ad aprile, toccando il nuovo valore massimo da inizio anno.
I mercati stanno iniziando a scontare uno scenario caratterizzato da tassi elevati più a lungo del previsto, elemento che potrebbe portare ad ulteriori aumenti del costo dei mutui nel breve periodo.
In risposta a tale prospettiva, resta elevata la preferenza delle famiglie per il tasso fisso, che rappresenta l’83% delle nuove erogazioni.

Crescono ancora i prestiti a famiglie e imprese
Nonostante il contesto più incerto, il credito continua a espandersi.
A maggio 2026 i prestiti a famiglie e imprese sono aumentati del 3% rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente, accelerando rispetto al +2,9% di aprile.
Per le famiglie la crescita è pari al 2,6%, mentre per le imprese raggiunge il 3,1%.
Si tratta di dati che confermano una domanda di finanziamenti ancora sostenuta, anche se in parte favorita dal ridimensionamento dei tassi registrato nel corso del 2025.

Credito al consumo e mercato immobiliare ancora resilienti
Ad aprile il credito al consumo è cresciuto del 4,7% su base annua, mentre i mutui per l’acquisto di abitazioni hanno registrato un incremento del 3,4%. Nel primo trimestre del 2026 il 64,5% delle compravendite residenziali è stato finanziato tramite mutuo, in lieve aumento rispetto al trimestre precedente. Tuttavia, il permanere di tassi elevati e il peggioramento dello scenario internazionale potrebbero incidere sulle decisioni di acquisto delle famiglie nella seconda parte dell’anno.

Imprese: finanziamenti meno costosi ma prospettive più caute
Il costo del credito per le aziende continua a ridursi: a maggio il tasso medio sui nuovi finanziamenti alle imprese è sceso al 3,51%, dal 3,56% di aprile e dal 5,45% registrato a fine 2023.
Nonostante il miglioramento delle condizioni di accesso al credito, le prospettive restano caratterizzate da maggiore prudenza. L’ultima Bank Lending Survey della Banca d’Italia segnala infatti attese di irrigidimento dei criteri di concessione dei prestiti nei prossimi mesi, soprattutto per effetto dell’incertezza legata ai recenti sviluppi geopolitici e alle tensioni sui mercati energetici.

Crediti deteriorati in diminuzione
In uno scenario incerto risulta positiva la qualità del credito: ad aprile 2026 i crediti deteriorati netti sono scesi a 25,9 miliardi di euro, rispetto ai 31,3 miliardi di un anno prima. L’incidenza sul totale degli impieghi si è ridotta all’1,24%, confermando il rafforzamento complessivo del sistema bancario italiano.

Uno scenario da monitorare
Il Report ABI di giugno evidenzia un mercato del credito ancora dinamico, ma inserito in un contesto macroeconomico più fragile rispetto a quello osservato all’inizio dell’anno.
Il ritorno dell’inflazione sopra il 3%, il rialzo dei prezzi energetici, le tensioni geopolitiche e la decisione della BCE di aumentare nuovamente i tassi rappresentano fattori che potrebbero influenzare l’andamento di mutui e finanziamenti nei prossimi mesi.
Per famiglie e imprese la sfida sarà quindi confrontarsi con un contesto in cui il costo del denaro potrebbe rimanere elevato più a lungo del previsto e in cui la visibilità sull’evoluzione economica resta limitata.

Mutui giugno 2026: le migliori condizioni disponibili
Le migliori proposte, relative a mutui green per acquisto o ristrutturazione di abitazioni in classe energetica elevata, confermano sostanzialmente i tassi variabili del mese precedente, mentre salgono di circa 0,25% i tassi fissi:

130.000 euro, valore immobile 165.000 euro, durata 20 anni:

  • tasso fisso: TAN 2,85%, rata 711 euro, Taeg 2,95%
  • tasso variabile: TAN 2,28%, rata 675 euro, Taeg 2,35%

130.000 euro, valore immobile 165.000 euro, durata 30 anni:

  • tasso fisso: TAN 2,85%, rata 538 euro, Taeg 2,95%
  • tasso variabile: TAN 2,28%, rata 499 euro, Taeg 2,35%.

A cura di Roberto Anedda
Responsabile Analisi Mercati e Public Relations Credipass


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