Segnali contrastanti rilevati dal nuovo Report ABI di luglio 2026, con un mercato che vede proseguire l’espansione dei finanziamenti a famiglie e imprese ma in rallentamento e con crescenti incognite dettate dalla situazione internazionale e dalle prospettive economiche.
Scenario economico incerto
Il mercato del credito si mostra ancora dinamico ma sempre più influenzato dalle tensioni inflazionistiche e dall’incertezza dello scenario internazionale. In Europa l’inflazione rimane alta, mentre calano PIL e indici di fiducia delle imprese e dei consumatori.
In Italia il PIL del primo trimestre 2026, in leggera controtendenza, aumenta del +0,3% ma su base annua resta limitato al + 0,8%.
Finanziamenti alle famiglie in consolidamento
A giugno 2026 i prestiti complessivamente erogati a famiglie e imprese in Italia segnano il sedicesimo incremento consecutivo su base annua. In dettaglio:
- totale: + 3,3% (+3,0% nel mese precedente)
- finanziamenti alle famiglie: + 2,6% (invariati)
- finanziamenti alle imprese: + 3,5% (+3,1% nel mese precedente)
- prestiti per l’acquisto di abitazioni: + 3,3% (+3,4% nel mese precedente)
- credito al consumo: + 4,6% (+4,7% nel mese precedente).
Il quadro denota una certa resilienza del mercato sia dal lato della domanda che dell’offerta, ma sono ancora tutti da verificare nei prossimi mesi gli effetti dei recenti rialzi del costo del denaro e del prolungarsi delle tensioni geopolitiche.
Mutui: tassi stabili in un contesto prudente
Il tasso medio sulle nuove operazioni per l’acquisto di abitazioni in giugno si è consolidato al 3,48%, in lieve diminuzione rispetto al 3,50% di maggio.
Si conferma la prevalenza dei finanziamenti a tasso fisso, che rappresentano l’82,3% delle nuove erogazioni, seppur in lieve calo rispetto all’83% del mese precedente.
I dati di Banca d’Italia mostrano prestiti per l’acquisto di abitazioni in crescita del + 3,3% su base annua, in ulteriore rallentamento rispetto al + 3,4% registrato a maggio. La quota di acquisti immobiliari finanziati tramite mutuo è salita al 64,5%, rispetto al 63,8% del trimestre precedente, segnale del sostegno sempre fondamentale del credito per il mercato residenziale.
BCE più restrittiva, ma il mercato guarda già oltre
Lo scenario monetario rimane complesso. A giugno la BCE ha aumentato il costo del denaro di 25 punti base, portando il tasso sulle operazioni di rifinanziamento principali al 2,40% e quello sui depositi al 2,25%, motivando la decisione con il ritorno delle pressioni inflazionistiche legate soprattutto all’aumento dei prezzi energetici e alle tensioni geopolitiche.
A giugno l’Euribor a tre mesi è salito al 2,48% dal 2,23% di maggio, mentre gli indici IRS di lunga durata sono rimasti nella fascia del 3,10% – 3,20%, contribuendo a mantenere relativamente stabili i tassi applicati ai nuovi mutui.
Crediti deteriorati in assestamento
In maggio i crediti deteriorati netti si sono attestati a 26,7 miliardi di euro, valore in calo rispetto ai 27,7 miliardi di dicembre 2025 e ai 31,3 miliardi di fine 2024, ma più alto dei 25,9 miliardi registrati ad aprile. Tale valore sale così all’1,28% del totale degli impieghi, rispetto all’1,24% della rilevazione precedente ma rimanendo su una quota contenuta ed inferiore all’1,32% di fine 2025.
Uno scenario con maggiore attenzione all’evoluzione dei tassi
Nel complesso il report ABI evidenzia un mercato del credito e un sistema bancario che danno segnali di tenuta e salute, ma con importanti elementi di attenzione collegati a economia, inflazione e costo del denaro. I prossimi mesi saranno determinanti per capire se le dinamiche osservate a giugno rappresentino l’inizio di una fase di stabilizzazione oppure soltanto una pausa temporanea in un contesto monetario ancora improntato alla prudenza.
Mutui luglio 2026: le migliori condizioni disponibili
Le migliori proposte, relative a mutui green per acquisto o ristrutturazione di abitazioni in classe energetica elevata, vedono un leggero arretramento di 0,05% per i tassi variabili rispetto al mese precedente, mentre salgono di circa 0,05% i tassi fissi:
130.000 euro, valore immobile 165.000 euro, durata 20 anni:
tasso fisso: TAN 2,90%, rata 714 euro, Taeg 3,00%
tasso variabile: TAN 2,23%, rata 672 euro, Taeg 2,30%
130.000 euro, valore immobile 165.000 euro, durata 30 anni:
tasso fisso: TAN 2,90%, rata 541 euro, Taeg 3,00%
tasso variabile: TAN 2,23%, rata 496 euro, Taeg 2,30%.
A cura di Roberto Anedda
Responsabile Analisi Mercati e Public Relations Credipass
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