SKY TG24 Economia – L’analisi di Credipass su immobiliare e mutui per il 2026

Comunicati stampa

L’articolo di Sky TG 24 sottolinea la previsione di tassi e rate in risalita, che chiudono definitivamente l’era dei tassi a zero e prospettano un futuro più complesso per le scelte finanziarie e abitative delle famiglie.

A fronte di redditi statici, si renderà sempre più necessario partire dalla scelta del mutuo più adatto e sostenibile rispetto al bilancio familiare di lungo periodo, per poter poi individuare l’immobile che possa risultare coerente con tale quadro.

Segue l’articolo di Sky TG 24 completo

Nel 2026 il mercato immobiliare italiano crescerà ancora, ma più lentamente. Prezzi stabili rispetto al 2025, mentre tassi dei mutui in rialzo e redditi fermi ridurranno la domanda. Attenzione a mutui e accessibilità per le famiglie

Il mercato immobiliare in Italia è in fase di trasformazione. Il Covid è stato un evento spartiacque, anche per il real estate, e oggi se ne vedono tutte le conseguenze. Cambiano le esigenze di acquirenti e investitori (che sono, ad esempio, sempre più attenti all’efficienza energetica degli stabili), cambia la fruizione degli spazi e dei servizi o erti (si fa molto più uso di luoghi di coworking, co-living, studentati, si investe in senior housing all’avanguardia, ecc). Non solo, la dinamica dei tassi d’interesse e la disponibilità di spesa delle famiglie incidono lentamente, ma in maniera strutturale sul panorama immobiliare.

L’ANALISI

Lo scorso anno in Italia gli atti di compravendita del settore immobiliare residenziale sono stati pari a 771mila, cioè il 7% in più rispetto al 2024. Le previsioni per il 2026 restano positive e prevedono una crescita ulteriore, ma sono decisamente meno entusiasmanti: si stima un +1,7% su base tendenziale. Sono i dati, freschi di pubblicazione, del preconsuntivo elaborato da Nomisma, sulla base delle informazioni dell’Agenzia delle Entrate. A presentarli è stata Elena Molignoni, Head of Real Estate di Nomisma, in occasione della 26esima edizione di Re Italy (evento dedicato al settore). Sulla dinamica dei prezzi non ci si aspetta grosse novità e il valore al quale si venderanno gli immobili dovrebbe restare in linea con il 2025. Con un “nota bene”, però, sulle prospettive di lungo periodo. La limitata capacità d’acquisto delle famiglie italiane, determinata da stipendi che non crescono da decenni e dalla coda lunga dell’alta inflazione degli ultimi anni, potrebbe incidere sui prezzi delle abitazioni. Da cosa dipenderà? Dalla combinazione di questo elemento con un altro fattore chiave: il probabile rialzo dei tassi legati ai mutui.

MERCATO RESIDENZIALE, ASPETTATIVE PER IL 2026

“Fino al 2022 i tassi estremamente contenuti hanno permesso di superare anche il limite costituito da redditi reali sostanzialmente stabili e fatto sì che i mutui risultassero più facilmente ottenibili dalle famiglie, anche per importi elevati e con rate complessivamente meglio sostenibili. Questo scenario è ormai tramontato: gli anni futuri saranno caratterizzati da un livello dei tassi più elevato, a fronte però di redditi che non mostrano grandi probabilità di rialzo. Il mercato immobiliare residenziale dovrà quindi fare i conti con una maggiore onerosità generale dei mutui, che in oltre il 50% dei casi accompagnano un acquisto immobiliare”. A dichiararlo a Sky TG24 è un esperto di immobiliare e credito alle famiglie: Roberto Anedda, Responsabile Analisi Mercati di Credipass (una delle realtà più riconosciute della mediazione creditizia in Italia). In sostanza, le condizioni di mercato in termini di costo del denaro, redditi, lavoro ed altri indicatori economici disegnano una prospettiva meno favorevole rispetto a quella vista nel corso del 2025, che peraltro rispetto a una prima parte d’anno molto positiva aveva già visto ridursi sensibilmente il ritmo di erogazione di mutui e di vendita degli immobili.

TASSI, VERSO UN RIALZO STRUTTURALE

La situazione economica europea, le prospettive di inflazione e le recenti dichiarazioni, improntate alla cautela, della presidente della Bce Christine Lagarde lasciano presupporre che il periodo di riduzione del costo del denaro da parte della Banca Centrale Europea sia terminato, dopo l’ultima riduzione avvenuta a giugno del 2025. Allora, quali sono allora le reali prospettive in merito ai tassi di interesse, per chi vuole comprare casa? “Si va verso una crescita graduale. Rispetto ai minimi toccati a metà dello scorso anno il valore dell’Euribor (il tasso d’interesse interbancario utilizzato come riferimento per finanziamenti a tasso variabile) è già leggermente risalito verso il 2% e le aspettative da parte degli operatori di mercato sono unicamente rivolte al rialzo. – prosegue Anedda – Dovrebbero attestarsi nella fascia tra il 2% ed il 3%, come quella all’interno della quale nel medio lungo termine il costo del denaro andrebbe a gravitare naturalmente negli anni a venire”. Si conferma così l’allontanamento definitivo da quel decennio di tassi a zero e sotto lo zero che avevano contraddistinto il periodo tra il 2012 e il 2022.

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