La BCE non tocca i tassi, ma i mutui sono già più cari

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La BCE resta ferma al 2%, ma il mercato dice altro: Euribor attesi in rialzo, mutui già più cari e famiglie alle prese con redditi stagnanti. In un contesto economico diverso dal passato la semplice caccia al tasso più basso non è più sufficiente: è necessario ripensare criteri e modalità di scelta del finanziamento.

Nella riunione del 5 febbraio la Banca Centrale Europea ha mantenuto invariati i tassi di interesse al 2%, confermando una linea di cautela e continuità. La decisione si inserisce in un contesto macroeconomico ancora complesso ma caratterizzato da alcuni segnali di stabilizzazione: le tensioni commerciali tra Europa e Stati Uniti si sono ridotte, diminuendo l’incertezza legata ai dazi, mentre l’inflazione nell’area euro si mantiene intorno al 2%, in linea con l’obiettivo della BCE e al momento sotto controllo. La crescita economica europea resta però debole e disomogenea, motivo per cui Francoforte preferisce adottare un approccio attendista, strettamente legato all’evoluzione dei dati macroeconomici.

BCE ferma, ma il futuro del mercato è al rialzo
La stabilità dei tassi BCE e dell’inflazione non implica tuttavia uno scenario altrettanto stabile per i tassi dei mutui. Osservando i future sugli Euribor, emerge chiaramente come le aspettative di mercato siano orientate verso un progressivo rialzo del costo del denaro nei prossimi anni. Le proiezioni indicano un ritorno verso una fascia di equilibrio compresa tra il 2% e il 3%, con la possibilità di superare questi livelli nel lungo periodo. Sulle scadenze più brevi, i future stimano un costo del denaro intorno al 3% già tra cinque anni. Cancellate quindi le attese, rimaste vive fino a pochi mesi fa, di ulteriori ribassi nei primi mesi di quest’anno. Dopo un 2025 caratterizzato da un forte aumento delle erogazioni di mutui, il 2026 potrebbe risultare decisamente meno dinamico.

Primi aumenti già operativi
I primi segnali di questo cambio di scenario sono già evidenti. I migliori tassi di mutuo sono aumentati di 10–15 centesimi di punto rispetto ai minimi registrati tra dicembre e gennaio e, sia sulla piattaforma Credipass sia sui principali portali online, partono oggi da circa il 2,85% per i mutui a tasso fisso e dal 2,26% per quelli a tasso variabile. Nel caso dei tassi fissi, la maggior parte delle offerte bancarie si colloca già oltre il 3%, indicando con chiarezza la direzione verso cui il mercato potrebbe muoversi nei prossimi mesi.

Contesto incerto per le famiglie
Al di là del livello dei tassi, è fondamentale considerare il contesto economico in cui questi si inseriscono. Sebbene valori simili fossero già presenti sul mercato fino a circa dieci anni fa, prima dell’era dei tassi zero, oggi lo scenario per le famiglie è profondamente diverso. “Dal 2010 a oggi” – osserva Roberto Anedda, Head of Market Analysis di Credipass – “i redditi reali in Italia sono cresciuti complessivamente di appena l’1%, mentre il peso delle spese di base sul bilancio familiare è aumentato in modo significativo. Di conseguenza, anche rate di importo simile a quelle di quindici anni fa risultano oggi molto più gravose”.
In questo contesto, la valutazione di un mutuo non può limitarsi a verificare l’importo massimo finanziabile dalla banca, ma deve partire dalla quota di reddito che la famiglia ritiene realmente sostenibile nel lungo periodo, tenendo conto di tutti gli impegni e delle spese ricorrenti, per evitare situazioni di difficoltà future.

Tasso fisso e durate lunghe sempre più necessarie
Non a caso, le erogazioni di mutui si concentrano quasi esclusivamente sul tasso fisso, che rappresenta circa il 98% del totale, a conferma della forte preferenza delle famiglie per la stabilità della rata. Prevale inoltre la durata trentennale, scelta sempre più diffusa perché consente di ridurre l’importo mensile, pur comportando un costo complessivo degli interessi significativamente più elevato nel tempo.

Oltre il tasso più basso: serve una scelta più consapevole e attenta
“Negli anni dei tassi a zero” – sottolinea Anedda – “la scelta del mutuo poteva spesso ridursi alla banale ricerca del tasso più basso: semplice e immediata, in un contesto che non richiedeva particolari capacità di valutazione o di consulenza. Oggi, prospettive di rialzo dei tassi e maggiore fragilità dei bilanci familiari impongono scelte più consapevoli”. Contano non solo il tasso, ma anche la durata, la sostenibilità della rata nel tempo e le prospettive future dei mercati. Strumenti di confronto basati esclusivamente sul prezzo restano utili come primo orientamento, ma mostrano limiti evidenti nelle situazioni meno standard e di equilibrio delicato. Diventa essenziale affidarsi a chi sappia fornire supporto con competenza in tutte le fasi, dalla scelta del mutuo fino all’erogazione, per aiutare le famiglie a compiere decisioni equilibrate e sostenibili nel lungo periodo.

Le migliori offerte di mutuo a confronto

Tabella delle migliori offerte di mutuo fisso e variabile a 20 e 30 anni rilevate a febbraio 2026
Confronto migliori offerte di mutuo per acquisto prima casa, rilevate il 5 febbraio 2026 sulle principali piattaforme di mutui online

A cura di Roberto Anedda
Responsabile Analisi Mercati e Public Relations Credipass


Sede della Banca Centrale Europea con cielo nuvoloso e atmosfera grigia

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