Trasformazione digitale: il futuro delle banche e della consulenza creditizia

Mutui

Secondo alcuni dati diffusi da Bankitalia, nei prossimi tre anni le banche italiane chiuderanno oltre 2.500 filiali, portando così il numero complessivo sotto le 20.000 unità, circa il 40% in meno rispetto a 10 anni fa. Nel 2012, infatti, le filiali bancarie presenti in Italia erano 33.000.

Ancora più netta è la visione del 65% dei dirigenti bancari, che interpellati da Tenemos, una società svizzera che fornisce soluzioni tecnologiche alle banche, hanno manifestato l’idea che l’attuale concetto di filiale bancaria è destinato a sparire entro cinque anni.

Le motivazioni sarebbero legate alle nuove abitudini dei clienti, sempre più tecnologici e affascinati dalle big tech companies che propongono, soprattutto ai più giovani, le loro piattaforme fintech.

Da anni ormai, gli stessi istituti di credito tradizionali investono sul canale digitale, con dei propri brand fully digital per abbattere i costi delle filiali e per diversificare la clientela. Le prime banche a generare profitti esclusivamente dal digitale sono state le banche britanniche, come ad esempio Revolut, che in pochi anni ha raggiunto un pubblico mondiale e che in seguito ad investimenti milionari oggi ha un valore finanziario di oltre 30 miliardi di euro.

Le banche tradizionali dovranno sempre di più fare i conti con la trasformazione digitale, rivedendo le loro priorità e modificando i modelli di business.

Personalmente, penso che la futura chiusura delle filiali bancarie sia una grande opportunità per i Mediatori creditizi, ma anche per gli stessi istituti di credito. È vero che il consumatore finale si digitalizzerà sempre più, anche su prodotti complessi, come ad esempio il mutuo, ma lo scopo dovrebbe essere limitato alla richiesta di preventivi o alla ricezione di alcune prime informazioni generiche.

Il concetto di phygital, ovvero il ponte di collegamento tra online e offline, deve essere la nuova modalità della consulenza finanziaria. Il cliente avrà sempre più bisogno di una figura come quella di un Promotore creditizio in carne ed ossa che sia in grado di fornire una consulenza qualificata, aiutandolo a prendere una delle decisioni più importanti della sua vita che spesso dura 20-30 anni.

In futuro, con la chiusura delle filiali, le banche si trasformeranno sempre di più in aziende fintech. I costi fissi caleranno drasticamente, vedi il risparmio delle locazioni degli spazi commerciali ed il taglio dei dipendenti, ma allo stesso tempo, gli istituti più pronti nei confronti dell’innovazione garantiranno ai loro clienti un servizio e una qualità superiori, e questo potrà avvenire anche grazie alle reti esterne, in primis attraverso le società di mediazione creditizia, che a loro volta, se non vorranno essere travolte dalla trasformazione tecnologica in corso, dovranno diventare sempre più strutturate e qualificate.

di Maurizio Visconti
Direttore Commerciale di Credipass